Su "Ogni
amante è guerrier"
(Villa Doria-Pamphilj
- rassegna "I concerti nel parco")
Lorenzo Tozzi
Sembrava di essere in un altro mondo l'altra sera a Villa
Pamphili, per i Concerti del Parco. [...]era di scena un’Italia
sparita, principesca, quella tra Rinascimento e Barocco,
quella aulica della grande musica d'assieme e della danza
di corte. Un pubblico più nutrito che nelle più rosee
aspettative assisteva ad un concerto-spettacolo en plein
air con danze ricostruite filologicamente da Claudia Celi
dai trattati di Fabrizio Caroso e Cesare Negri. [...] La
cosa più bella però era l'atmosfera di grande
serenità nonostante il tema della "guerra d'amore" con
gli scherzi tra i nobili danzatori: passatempi eleganti di
una società raffinata splendidamente raccontata da
Monsiglior Della Casa e da Baldassar Castiglione. Con la
massima attenzione alla ricostruzione filologica sia delle
coreografie che delle partiture musicali, prassi esecutiva
e vocalità, si è confezionato uno spettacolo
godibile: segno che il pubblico romano della dispersiva Estate
romana risponde anche a "trasgressioni" culturali
purchè intelligenti e ben concepite. [...] A tal fine
il Teatro della Memoria lavora da tempo conciliando le esigenze
dello spettacolo e del pubblico odierno con quelle della
ricostruzione storica. Insomma un tuffo di oltre quattro
secoli che ci fa sentire alla fine tutti un po' più ricchi.
(Il Tempo, 21 luglio 2005)
Sul "Gran Ballo d'Autunno"
(servizio del TG2 19-11-2005) 
Su "La Selva
amorosa"
(Associazione Musicale Romana
- I Concerti all'Orto Botanico)
Paola Pariset
Cinquecento in
evidenza ai Concerti all'Orto Botanico con «La
Selva amorosa», spettacolo proposto dal Teatro della
Memoria. Questa compagnia stabile, nata nel 1992 per valorizzare
la musica antica insieme con la danza ricostruita sui manuali
di ballo e le iconografie del periodo, è diretta da
Andrea Toschi. [...] Della compagnia è elemento fondamentale
la coreografa Claudia Celi. [...] «La Selva amorosa» presenta
sul tema dell'amore una ventina di pezzi del Cinquecento
di autori oggi poco noti. Lo spettacolo è iniziato
con una pavana, [...] poi, via alle cascarde, alle folias,
con i bassi saltelli e gli intrecci di braccia e mani sino
alla vivacissima gagliarda ferrarese.
(Il Tempo, 20 luglio
2002).
Su "Invito
all'allegrezza"
(Accademia
Nazionale di Danza)
Paola
Pariset
Il prossimo 21 dicembre uno scambio culturale
con l'Ungheria - promosso dalla Regione Lazio che col
Ministero dell'Istruzione
e con Ericsson supporta le iniziative dell'Accademia -
porterà 22
allievi a Budapest, per delle danze all'italiana. Uno specimen è stato
offerto al pubblico della serata. [...] e soprattutto le
splendide ricostruzioni di danze rinascimentali italiane
di Claudia Celi, tra broccati, ori e picccoli passi di
dame e cavalieri adolescenti.
(Il Tempo, 15 dicembre 2001)
Su "Oy
comamos y bebamos"
(spettacolo in occasione
del convegno "Orbetello e i Presidios")
Renzo Wongher
La manifestazione, incentrata principalmente
sul convegno «Orbetello
e i Presidios» [...] ha avuto degno contorno nella
mostra ubicata nei locali del Palazzo del Frontone. [...] è risultata
molto intrigante anche la serata durante la quale il Teatro
della Memoria di Roma ha presentato uno spettacolo fatto
di musiche, canti e soprattutto danze per le dame di Spagna,
costumi sfarzosi realizzati sulle fonti iconografiche del
tempo, strumenti d'epoca, danzatori specializzati in balli
antichi. Una manifestazione complessivamente riuscita, con
un bel successo di pubblico.
(Il Tirreno, 21 settembre 1998).
Sul "Ballo
di mezza Quaresima"
(Maison
de la Danse - Danze dell'800 e del primo '900)
Alessandra Sardoni
Che la festa cominci! C'è chi è venuto apposta
in trasferta da altre città, rasi e taffettà nella
valigia: [...] dame e cavalieri si danno la mano quando suona
il campanello, si allacciano nel valzer o nella polka come
insegna l'ultima moda di fine millennio, con orchestra. Il
luogo si può scegliere: ville o palazzi d'epoca, la
cena è compresa, il buffet è d'epoca.
("Quattro
salti nel passato", VMG - Video Music, 17 marzo 1996)
Su “Cingari
simo”
(Roma
- Palazzo della Cancelleria)
Alberto Testa
Il sottile dualismo
esistente fra «danza bassa» e «danza
alta» si è potuto vedere nel limpido disegno
coreografico della Celi. Memorabile poi l’interpretazione
di Claudia Celi ed encomiabile per il garbo, la sobrietà,
l’eleganza coi quali ha tratteggiato tra una danza
e l’altra il carattere del personaggio. Questo è il
segreto nel riprendere gli antichi modi. Il numeroso pubblico
convenuto ha battuto calorosamente le mani.
(Tuttodanza,
inverno 1991-92).
Sullo
spettacolo degli allievi della
Scuola di ballo del Teatro
dell’Opera
di Roma
Leonetta Bentivoglio
Da segnalare, in particolare: le “Danze alla corte
d’Inghilterra”, un accurato rifacimento di danze
storiche a firma di quella ricercatrice paziente e innamorata
del dettaglio che è Claudia Celi.
(La Repubblica,
25 giugno 1989)
Su "Banchetto
e Balletto"
(Terni)
Annarita Crispo
Pregevole l’esecuzione musicale di antiche melodie
e canzoni, con rigore filologico esteso alla riproduzione
degli strumenti originali. Dopo la sfilata e l’esibizione
in piazza, lo spettacolo continuava in teatro, riproducendo
il rituale del convito con «entremets», cioè intermezzi
danzati che si alternavano alle portate del banchetto. Sotto
la maschera piumata era in scena Alberto Testa, direttore
artistico della manifestazione, storico e critico di danza,
coreografo e divertito interprete del cinquecentesco cerimoniere.
L’ideazione della festa, dovuta alla docente di storia
della danza Claudia Celi, comprendeva anche l’impegno
della gastronomia ternana.
(Il Popolo, 4 marzo 1988)
Su "Lo
Specchio d'Amore"
(Comacchio - Festival "Ballo è bello")
Alberto Testa
Eccellenti i suonatori e il cantante, eccellenti i ballerini.
Fra gli altri Claudia Celi, non solo vestita in ricchi costumi
del tempo ma investita dello spirito, di quell’alone
aulico, ora fiero e solenne, ora scherzoso e ironico dei «cavalieri
antichi». Attraverso filologia scrupolosa e vigile
da una parte, rivisitazione e reinvenzione, entrambe vivificate
dalla fantasia e dall’intelligenza, riemergono così oggi
i valori insopprimibili di una cultura
.(La Repubblica, 12
agosto 1987)
Vittoria
Ottolenghi
Mai si era visto uno spettacolo così affascinante
ed arcano, per la festa finale di “Ballo è bello”.
Tutto sembra vero, palpitante. Da chissà dove, arrivano,
su tre barche, i musicanti (davvero formidabili). Tra bandiere,
tamburini, dame e cavalieri, tra deliziose basse danze aristocratiche
e le alte danze del popolo, saltate e scatenate, la serata
- agli ordini di Claudia Celi - è scivolata via in
un baleno.
(Paese Sera, 12 agosto 1987)
Elisa Vaccarino
Fondamentale l’accompagnamento dei musici in abiti
d’epoca, prima in barca sul fiume, poi sul palcoscenico
a incantare gli spazi notturni con strumenti dimenticati
come il liuto, la cennamella, la bombarda contralto e il
fagotto rinascimentale. Va riconosciuto alla Celi il merito
grande di aver saputo alternare con vivacità gruppi
e danze secondo un ritmo sempre variato e con trovate
sceniche intelligenti ed efficaci.
(Il Giorno, 11 agosto 1987)
Tino Dalla Valle
Sotto lo splendore della luna piena, con aggiunta di
torce e riflettori, si è conclusa festosamente la sesta
edizione di “Ballo è bello”. Una grande
festa popolare, com’era nelle intenzioni degli
organizzatori, pienamente riuscita. Ideazione dello
spettacolo itinerante
ed il coordinamento scenico erano merito di Claudia
Celi. Fra i protagonisti non possiamo dimenticare i
musici: Franco
Fois, Vladimiro Galiano, Antonio Addamiano, Andrea
Toschi ed il musicista e pregevole cantante Marco Beasley.
(Il
Resto del Carlino, 11 agosto 1987).
Vittoria Doglio
Che poi si sia ben lontani dall’ambiente museale, lo
ha dimostrato Lo specchio d’amore, in un tripudio di
danze nobili e popolaresche con grandissimo concorso di pubblico.
Senza bisogno di troppe parole, la gente si è specchiata
con gioia in un mondo colmo di cortesia e grazia,
ma anche sottilmente licenzioso, fatto di sguardi
e promesse,
incantamenti
e capricci.
(Il Giornale della Musica, settembre
1987).
Elena Grillo
Per l’accorta regia di Claudia Celi, Comacchio era
diventato un borgo rinascimentale dove cittadini
a pieno titolo erano i danzatori e i musicisti. La piazzetta Trepponti
ha contenuto a stento la folla plaudente.
(L’Avanti!,
12 agosto 1987)
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